La Mia Filosofia

Lo stile è l’abito dei pensieri, e un pensiero ben vestito come un uomo ben vestito, si presenta molto meglio. (Lord Chesterfield).

L’eleganza maschile è un concetto complicato da spiegare e sicuramente un obiettivo difficile da raggiungere. Il significato della parola latina “Elegantia” è “capacità di saper scegliere, ma l’idea che ne abbiamo noi oggi è contemporaneamente vaga e poliedrica. L’eleganza non si insegna: è intuito, è qualcosa di innato, inafferrabile complesso e strettamente legato alla personalità di ciascuno. Si può cercare di avvicinarsi ad essa attraverso l’informazione ed un esercizio continuo di osservazione e confronto…Sui risultati però, è prudente non pronunciarsi. Essere ben vestiti, invece, è possibile, direi quasi doveroso e ormai nessuno può sostenere che l’abito sia un elemento trascurabile.Conoscere gli elementi che regolano il vestirsi è importante, sia come fonte di sicurezza che di immagine, sia come proiezione ed espressione di sé, che come investimento sociale. D’altro canto, non c’è atto che sia, come il vestirsi, tanto personale e intrinsecamente legato agli altri. Ed è proprio questo che rende più interessante e profondo l’atto dello scegliere un abito, un tessuto, un particolare. È un momento creativo, libero, eppure condizionato da regole, mode e consuetudini. Enorme è il numero delle varianti: il taglio, una sfumatura di colore, il numero dei bottoni, la foggia delle tasche … persino il modo stesso di “portare” il proprio “guscio di tessuto”, basterebbe a farne qualcosa di unico. Più di duecento anni fa George Bryan Brummel sosteneva che “l’eleganza maschile è fatta di gran parte da ciò che non si nota o addirittura non si vede”. Il fascino discreto di un abito indossato con disinvoltura ancora oggi si rivela attraverso i dettagli e, se lo diceva Lord Brummel… potete crederci perché era uno che se ne intendeva.